February 11, 2020

Psicoanalisi e immagine inconscia del corpo

“L’immagine inconscia del corpo” è ciò che connette, che tiene dunque le relazioni presenti e che porta memoria delle relazioni passate, con la madre in primo luogo e poi con gli altri e le cose. (…) E tuttavia Dolto (…) ritiene che tali vincoli inconsci non siano solo corporei, ma incrostati di quelle parole di verità che hanno segnato la nostra esistenza. Il nostro nome, ad esempio, con il quale i nostri genitori ci hanno voluto chiamare, è portatore della verità che ci orienta, senza che noi sappiamo esattamente delinearla. Read more

January 9, 2020

Cosa cerco in un’analisi?

L’analizzato cosa viene a cercare in analisi? Viene a cercare quello che vi si può trovare o, più esattamente, se cerca vuol dire che c’è qualcosa da trovare. E la sola cosa che ci può trovare, a dire il vero, è il troppo per eccellenza (…), quello che si chiama il suo destino. Se dimentichiamo il rapporto che c’è tra l’analisi e quello che chiamiamo destino (…) vuol dire che stiamo dimenticando le origini dell’analisi. Read more

January 6, 2020

Analisi e destino

Eppure anche l’incontro con il proprio destino (…) offre sempre la possibilità di un ricominciamento inedito (…). Com’è possibile riscrivere la sentenza già scritta dal desiderio dell’Altro? E’ la grande posta in gioco dell’esperienza dell’analisi che differenzia questa esperienza da ogni procedura di ortopedizzazione normalizzante della vita, (…) la posta in gioco dell’analisi non riguarda l’aggiustamento delle funzioni normali del corpo o del pensiero, ma (…) il rapporto del soggetto con il proprio destino. Read more

December 16, 2019

La spinta melanconica

Esiste, infatti, una sorta di attitudine melanconica della vita che consiste nel rifiutare la vita stessa, una refrattarietà della vita a tollerare il trauma del taglio e della separazione inflitto dall’azione del linguaggio, a rigettare il lutto della Cosa, una sua tendenza a preservare l’attaccamento all’oggetto perduto. Non a caso per Freud è la figura clinica della melanconia, più di tutte le altre, a mettere in evidenza l’esistenza della pulsione di morte. Read more

December 12, 2019

La depressione nevrotica

Non a caso Lacan definisce la depressione nevrotica “una viltà morale”, l’incapacità di sostenere con decisione il proprio desiderio. Più precisamente essa riguarda la difficoltà del soggetto a separare il proprio desiderio dalla domanda dell’Altro; quando il desiderio è sommerso dalla domanda dell’Altro c’è affetto depressivo. Il passo indietro di fronte al proprio desiderio fa scivolare regressivamente il soggetto verso l’abbattimento sconsolato della depressione. Massimo Recalcati, Le nuove melanconie, Raffaello Cortina

© Mirella Greco 2017-2019