June 4, 2019

Il processo di soggettivazione

Potremmo definire la soggettivazione come quel cammino che inizia nel rapporto con l’Altro e che vede un individuo nascere come soggetto della domanda, fino a giungere a una strutturazione (o ristrutturazione) del legame con l’Altro stesso e con la pulsione. Quindi, mettere al centro del trattamento la soggettivazione significa essenzialmente rispettarne i tempi e le scansioni logiche interne al discorso del paziente. Se la psicoanalisi non ha di mira la terapeutica, è proprio perché inverte tatticamente il rapporto di priorità fra la risoluzione del sintomo e l’avvento della soggettività nell’atto della parola. Read more

June 2, 2019

Il desiderio dell'analista

Nel desiderio dell’analista non c’è alcuna domanda rivolta al soggetto, ma solo la forza di orientare la cura analitica nella direzione della produzione di un soggetto in grado di assumere il proprio desiderio inconscio. Massimo Recalcati, Jacques Lacan - La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto, Raffaello Cortina editore

May 18, 2019

La relazione madre-bambino

Si tratta, per il bambino, di includere se stesso nella relazione come l’oggetto dell’amore della madre. Si tratta per lui di cogliere che è lui stesso a portare il piacere a alla madre. Una delle esperienze fondamentali del bambino è quella di sapere se la sua presenza comanda, anche per poco, quella presenza che gli è necessaria, se è lui a introdurre l’illuminazione che fa sì che tale presenza sia lì e lo circondi, se è lui a portarle un soddisfacimento amoroso. Read more

May 11, 2019

La rappresentabilità in analisi

La rappresentabilità necessita tempo, disponibilità, fatica e tolleranza al dolore psichico; non si dà magicamente come rivelazione, se non in ultima battuta, quando l’inconscio è, potremmo dire, pronto a risignificare un contenuto psichico del passato in funzione di una necessità futura. F. Tognassi, La spinta TRASFORMATIVA, Mimesis

May 4, 2019

La ripetizione in analisi

Riassumendo, possiamo affermare che da un punto di vista fenomenologico occorre che il paziente si muova da quella che abbiamo chiamato una presa d’atto rispetto a una certa ripetizione in direzione di un processo rappresentazionale di parola sostenuto dall’energia stessa della domanda che ha animato quelle stesse ripetizioni, ma con la sensazione che questa volta, a partire dal rapporto con l’analista, la ripetizione darà un altro esito. F. Tognassi, La spinta trasformativa, Mimesis

© Mirella Greco 2017-2019